Progetti per l’amministrazione pubblica

LISTA DELLE VITTIME DELLA BUROCRAZIA, DEI REATI IMPUNITI, DEL TRAFFICO, DEL FISCO E DELLA PREPOTENZA PUBBLICA

Per riportare l’amministrazione pubblica alla difesa dei diritti inalienabili dell’individuo: vita, libertà, proprietà e salute 


Nel nome di ignoti vantaggi collettivi, la politica ha calpestato ciò che doveva difendere:

• la vita: imponendo tributi a redditi familiari ben al di sotto della soglia di sopravvivenza.

• la libertà personale: con una burocrazia che è moderna forma di schiavismo, e che insieme alle norme sul lavoro ostacola ed impedisce tutte le attività lavorative ed imprenditoriali. Fino ad una politica del traffico così accecata dalla demagogia anti-auto che di fatto ostacola la libertà di movimento.

• la proprietà privata: non solo la locale politica della giustizia ha di fatto depenalizzato i reati contro la proprietà, ma di fatto la viola direttamente applicando imposte alla residenza, che è necessità per la sopravvivenza.

• la salute: il monopolio pubblico della sanità impedisce l’esistenza di un mercato concorrenziale e trasparente delle prestazioni sanitarie. Sarebbe accettabile se il servizio pubblico fosse sufficiente. Non è così. Il cittadino non può curarsi a causa dei tempi di attesa e delle procedure spesso assurde. Ed è vietato infortunarsi o star male di sabato e domenica: la sanità è chiusa. Altre province hanno fatto ben meglio della nostra.

Perciò, noi proponiamo:

| Giustizia |

L’amministrazione del capoluogo, responsabile delle sedi delle maggiori strutture regionali per la protezione del cittadino dai reati, dovrebbe utilizzare le proprie responsabilità e competenze per indirizzare e supportare l’azione di magistratura e forze dell’ordine ai fini della repressione dei reati, che una politica accecata dalla demagogia ha privato della funzione deterrente della pena giudiziaria. Dovrebbe essere istituito un assessorato “Giustizia e Sicurezza”, perché le due cose sono inscindibili.

| Onore|

L‘uomo politico l’ha perso da tempo. Noi sosteniamo che chi si propone per una carica elettiva non può farlo ai fini di reddito. Ma per altruismo, e per convinzione sulla qualità delle proprie idee. Non deve perderci, ma neanche guadagnarci. Essere rimborsato per il reddito perso rispetto agli anni precedenti, ma non un euro di più.

E come a Firenze, i redditi ed i conti correnti di Giunta e Consiglio devono essere disponibili in ogni istante on line. Bisogna tutelare la dignità dell’impiegato pubblico, dal vigile urbano all’anagrafico, sì che il cittadino lo possa riconoscere, come una volta, come suo amico e difensore, anziché come oscuro vessatore. E come predicò Beccaria, le sanzioni economiche non dovrebbero essere godute dall’ente che le eleva. I proventi delle contravvenzioni non vanno iscritte a budget, bensì al bilancio consolidato, al fine di riduzione delle imposte, o per le future infrastrutture.

| Libertà | 

› Lotta alla burocrazia: Quando un ente pubblico impone ad un cittadino un’attività, ebbene dovrebbe almeno risarcirlo per il tempo perduto. E’ così che si batte la burocrazia. E’ così che si assiste alla corsa degli enti alla rimozione della vessazione burocratica.

› Lotta al traffico: il traffico si riduce con mezzi urbanistici. Col principio che “non si possono sovrapporre funzioni urbane non distribuibili”. In poche parole: l’amministrazione pubblica non può più stare in centro storico. Tribunali, prefettura e questura, catasto, sedi di ASL e di tutti gli altri apparati vanno collocati altrove. In un quartiere amministrativo raggiungibile (e parcheggiabile) con ogni mezzo: treno, auto, autobus, metro (magari) e bici. Ovvero: di fianco al nuovo Comune (Bolognina). Per restituire il centro storico alle sue funzioni naturali: turistico-culturali, commerciali al dettaglio, residenziali. E poi, basta con l’idea che strade e parcheggi siano fonte di traffico. O che rallentare il traffico con semafori, giri dell’oca ed altri ostacoli riduca l’inquinamento. Basta con la demagogia.

› Lotta agli ostacoli urbanistici: la qualità della vita, la proprietà e la libertà professionale sono intralciati, oltre che dalla burocrazia, anche da oneri e procedure urbanistiche assurde e contrarie alo spirito urbanistico. Gli oneri per il cambio d’uso vanno semplicemente aboliti. Ogni necessità di licenza che non riguardi necessari (per davvero!) requisiti sanitari va (con adeguata tempistica) rimossa. E per la libertà di costruire, l’unico vincolo che la dovrebbe limitare è quello descritto dalle linee guida europee: il vantaggio (dimostrato, o altrimenti chiestodei cittadini che abitano quella proprietà e quel territorio. E va istituito il verde privato ad accesso pubblico.

› Lotta all’interesse partitico nelle infrastrutture. Basta con assurdi progetti imposti perché bisogna dare lavoro. A chi? E con i soldi di chi? Vanno finalmente risolti i problemi della tangenziale, del blocco di San Ruffillo, della linea Bologna Budrio e del collegamento stazione-aeroporto nel modo più efficiente per fluidificare il traffico e con il minor disagio durante i lavori. Elementi che la demagogia imperante, anti-auto ed anti-diritti dell’individuo, ha trascurato.

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