Chi ha dato la fiducia a questo governo?

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1/ Il governo durerà fino a quando avrà la fiducia del Parlamento, ma qui non si tratta di fiducia o meno. Il popolo ha deciso con il referendum, sfiduciando questo governo e questa classe politica.

2/ La destra ha i voti, l’ha confermato. Servono proposte e persone credibili.

3/ Il problema della Destra non è tanto quello di fare opposizione, che troppo spesso si traduce solamente in sterili oltranzismi, occorrono piuttosto nuove idee, nuovi progetti politici che si distacchino nettamente dalla Sinistra di Renzi.
In realtà Renzi è solo un prestanome dei poteri forti, un trasformista che non ha per nulla cambiato il volto della Sinistra. Come spiegare, infatti, la guerra feroce che si sta tenendo sia ai vertici sia alla base da parte di una porzione considerevole della vecchia Sinistra?

4/ Noi di G.O.L – Giustizia Onore Libertà continueremo la nostra opposizione, promuovendo, con le nostre risorse e forze, i valori di una destra liberale, in netta contrapposizione ad una Sinistra profondamente cambiata: molto più subdola, insinuante, che non esita a prevaricare le altre voci politiche per raggiungere i propri interessi. Non abbiamo più a che fare con quella Sinistra pulita, con i valori del proletariato della contrapposizione costruttiva alla Berlinguer e Moro.

5/ Questa continua mancanza di proposte sociali da parte dei politici all’opposizione ha generato enormi spazi di consenso da conquistare con la serietà dei progetti, guadagnandosi la fiducia dei cittadini.

6/ E c’è tanto da cambiare e da fare, se si vuole avere ancora qualcosa da dire, sarebbe ora che lo facesse anche la Destra, ma con l’autorevolezza che la contraddistingue, con veri Uomini e Donne che si impegnano veramente per il bene del Paese.Unisciti a noi con le tue idee coi tuoi progetti. Il tuo desiderio di cambiamento è la nostra forza.
Noi di G.O.L – Giustizia Onore Libertà CI SIAMO!

Sergio Celloni

Movimento civico G.O.L – Giustizia Onore Libertà

GOL per una zona universitaria più sicura

titolo zona universitaria

1| Raccolgo l’appello di Loreno Rossi, presidente di Confesercenti, che ha invitato i candidati alle prossime elezioni amministrative ad esprimersi sul tema della movida in zona universitaria e circa l’ordinanza voluta dal Comune che prevede la chiusura dei locali all’una di notte.

2| Come candidato sindaco per GOL – Giustizia Onore Libertà ritengo queste forme di proibizionismo anacronistiche quanto inefficaci; giusto un mese fa il Comune proponeva limitazioni delle fasce orarie per la consumazione di alcolici e multe, dai 100 ai 500, spropositate se si pensa che molto spesso chi fa uso smodato di alcool vive per strada, nell’indigenza.

3| Occorre agire molto più in profondità, facendo leva sul rispetto delle regole di convivenza civica, con ordinanze mirate e una buona campagna comunicativa.

4| La zona universitaria è una risorsa non solo economica, ma anche culturale: è giunto il momento che Bologna guardi ad essa come tale, preservandone le potenzialità e le risorse. Dovrebbe essere una zona di crescita, formativa e personale, un luogo di incontro, senz’altro di divertimento, polo fertile e animato di una tradizione ultracentenaria.

5| E soprattutto dovrebbe essere un luogo in cui gli stessi studenti si sentano sicuri di svolgere le loro attività, a partire dallo studio e dalle Biblioteche che troppo spesso riecheggiano di urla e schiamazzi e dove viene messa a rischio anche la loro stessa incolumità, come dimostrano i recenti casi di molestia sessuale alla Biblioteca di Discipline Umanistiche.

6| La sicurezza è al primo punto della nostra agenda: se proprio i giovani non possono sentirsi sicuri nella loro Università, quale futuro avrà Bologna? La risposta passa anche per GOL – Giustizia Onore Libertà, una lista civica formata da uomini e donne, cittadini che hanno a cuore la loro città.

Sergio Celloni

G.O.L: GAULISMO e GOLLISMO

G.O.L. è un movimento culturale individualista, diffuso in diversi Comuni della regione. Il suo approccio alla politica parte dalla sfiducia nella capacità dell’amministratore politico di perseguire il bene comune, prefiggendosi perciò di:
–  riportare il compito della politica alla difesa dei diritti naturali dell’individuo e del cittadino,
–  imporre regole di sorveglianza dell’operato dell’amministratore pubblico per impedirgli di nuocere.

Perché i diritti individuali? Perché nel nome di oscuri vantaggi collettivi, la politica calpestato ciò che deve difendere. Cioè:

la vita: imponendo tributi a redditi familiari ben al di sotto della soglia di sopravvivenza;

la libertà personale: con una burocrazia che è moderna forma di schiavismo, e che insieme alle norme sul lavoro ostacola ed impedisce tutte le attività professionali. Con una politica del traffico così accecata dalla demagogia anti-auto che di fatto ostacola la libertà di movimento.

la proprietà privata: non solo la locale politica della giustizia ha di fatto depenalizzato i reati contro la proprietà, ma di fatto la viola direttamente, applicando imposte alla residenza, che è necessità per la sopravvivenza.

la salute: il monopolio pubblico della sanità impedisce l’esistenza di un mercato concorrenziale e trasparente delle prestazioni sanitarie. Sarebbe accettabile se il servizio pubblico fosse sufficiente. Non è così. Il cittadino non può curarsi a causa dei tempi di attesa e delle procedure spesso assurde. Ed è vietato infortunarsi o star male di sabato e domenica: la sanità è chiusa. Altre province hanno fatto ben meglio della nostra.


GOLISMO E GAULLISMO

Non è casuale il collegamento col movimento francese che salvò le istituzioni francesi da una crisi simile alla nostra, riformando la costituzione restituendole la prevalenza dei diritti dell’individuo, e contrapponendo allo strapotere dei partiti importanti elementi di democrazia diretta.

Riproponiamo la stessa impostazione a livello locale, per poi estenderla a quello nazionale.

I punti di GOL: giustizia e sicurezza

L’amministrazione del capoluogo, responsabile delle sedi delle maggiori strutture regionali per la protezione del cittadino dai reati, dovrebbe utilizzare le proprie responsabilità e competenze per indirizzare e supportare l’azione di magistratura e forze dell’ordine ai fini della repressione dei reati, che una politica accecata dalla demagogia ha privato della funzione deterrente della pena giudiziaria.

Punti programmatici:

  • Istituzione di un assessorato “giustizia e sicurezza”, perché le due cose sono inscindibili.
  • Indirizzo delle forze dell’ordine e della procura verso la repressione dei reati contro la proprietà;
  • Pressione sulla magistratura per il recupero del valore deterrente della pena. E per quanto possibile, di quello risarcitorio (in collaborazione con gli istituti penitenziari);
  • Dotazione alla Polizia Municipale dei mezzi logistici ed organizzativi per gli arresti ed i fermi.
  • Dotazione alla Polizia Municipale dei mezzi logistici ed organizzativi per il monitoraggio del territorio, con responsabilizzazione per area.
  • Collaborazione con il Tribunale, sia Penale che Civile, per la condivisione straordinaria di personale impiegatizio.
  • Condivisione e monitoraggio continuo con Tribunali, Questura e Penitenziario degli aspetti logistici (di competenza del Comune)  e delle attività prioritarie.
  • Eliminazione dello scandalo delle notifiche per compiuta giacenza. Come una volta, e come nei paesi civili, la polizia giudiziaria deve notificare personalmente gli atti. Se impossibile, significa che la residenza non è quella, od è ignota.
  • Totale modifica del sistema di valorizzazione (giustizia) e di pagamento delle contravvenzioni (facilità).

I punti di GOL: libertà personale

1| Libertà di spazio (mobilità ed urbanistica), di tempo (dalla burocrazia), di lavoro (ancora dalla burocrazia). Burocrazia: imposizione ai cittadini di attività non retribuite. Una forma di schiavismoMobilità: l’idea che strade e parcheggi siano fonte di traffico è da ribaltare. Così come quella che rallentare il traffico con semafori, giri tortuosi ed altri ostacoli riduca l’inquinamento.

2| Punti programmatici:

  • Burocrazia: Inserire in Statuto Comunale che quando un ente pubblico (comunale) impone ad un cittadino un’attività per cui lui non riceve alcun beneficio diretto, dovrebbe risarcirlo per il tempo perduto. Per una seconda volta nella storia, la città del Liber Paradisum libererebbe i suoi cittadini dalla schiavitù.
  • Mobilità: il traffico si riduce con mezzi urbanistici. Col principio che “non si possono sovrapporre funzioni urbane non distribuibili”. In poche parole: l’amministrazione pubblica non può più stare in centro storico. Tribunali, prefettura e questura, catasto, sedi di ASL e di tutti gli altri apparati vanno collocati altrove. In un quartiere amministrativo raggiungibile (e parcheggiabile) con ogni mezzo: treno, auto, autobus, metro (magari) e bici. Ovvero: di fianco al nuovo Comune (Bolognina). Per restituire il centro storico alle sue funzioni naturali: turistico-culturali, commerciali al dettaglio, residenziali.
  • Ostacoli professionali ed urbanistici: la qualità della vita, la proprietà e la libertà professionale sono intralciati, oltre che dalla burocrazia, anche da oneri e procedure urbanistiche assurde e contrarie allo spirito urbanistico. Gli oneri per il cambio d’uso vanno semplicemente aboliti. Ogni necessità di licenza che non riguardi necessari (per davvero!) requisiti sanitari va (con adeguata tempistica) rimossa. L’unico vero vincolo che può limitare la libertà di costruire deve essere quello descritto dalle linee guida europee: il vantaggio (dimostrato, o altrimenti chiesto) dei cittadini che abitano quella proprietà e quel territorio. E va istituito il verde privato ad accesso pubblico.

I punti di GOL: libertà d’impresa, mercato e commercio

1| Il primo nemico dell’economia, intesa soprattutto come libera auto realizzazione dell’individuo, è costituito dall’enorme complesso di norme ostacolanti.

2| Punti programmatici:

  • Lotta alla burocrazia: dichiararla a statuto “forma di schiavismo” se non remunerata.
  • Istituzione di centro di raccolta lamentele e tavolo permanente di riduzione burocratica.
  • Pianificazione a lungo termine dei processi di liberalizzazione delle licenze, per non danneggiare chi l’ha recentemente acquisita.
  • Azzeramento degli oneri di cambio d’uso delle proprietà immobiliari (la giustificazione del carico urbanistico è fasulla).
  • Istituzione di sito comunale per le recensioni pubbliche delle attività professionali e di quelle commerciali. Come negli USA. Sarebbe veramente rivoluzionario.

Urbanistica e mobilità per il commercio e lo sviluppo

1| Il centro storico, di estensione, bellezza, ricchezza e varietà eccezionali, sede di una università millenaria, capitale musicale italiana e sede del un conservatorio che diplomò Mozart,va liberato e restituito al turismo, agli eventi culturali e musicali, al commercio al dettaglio ed alla residenza. Perciò proponiamo:

  • Trasferimento delle funzioni amministrative pubbliche (anche i Tribunali) fuori dal centro storico, in zona raggiungibile e parcheggiabile. Dove? Di fianco al nuovo Comune, in Bolognina, che ne verrebbe automaticamente riqualificata e fonte di nuova attrattiva per le attività commerciali.

2| La mobilità è vitale per il commercio. Quindi è necessaria :

  • Una nuova gestione della mobilità, priva di prevenzioni ideologiche su strade e parcheggi. I parcheggi interrati vanno concessi, insieme ad orari decenti e condivisi per gli approvvigionamenti delle attività commerciali.

I punti di GOL: infrastrutture per la mobilità

Infrastrutture e mobilità

1| Basta con l’interesse partitico nelle infrastrutture per la mobilità. Basta con assurdi progetti imposti perché “bisogna dare lavoro”. A chi? E con i soldi di chi?

2| Vanno finalmente risolti i problemi della tangenziale, del blocco di San Ruffillo, della linea Bologna-Budrio e del collegamento stazione-aeroporto nel modo più efficiente per fluidificare il traffico e con il minor disagio durante i lavori. Elementi che la demagogia imperante, anti-auto ed anti-diritti dell’individuo, ha trascurato.

3| Punti programmatici:

– Eseguire un confronto completo tra i diversi progetti per la soluzione del problema della tangenziale, con approfondito dettaglio dei percorsi, degli interventi, dei costi, dei tempi e dei disagi per la città. Finora sono stati prodotti solo documenti programmatici, chiacchiere e diapositive.

– Idem per l’interramento della suburbana per Budrio, a project financing, riprendendo gli obiettivi del doppio binario che questa amministrazione ha cancellato, nonché quello del collegamento fino a Massa (e perciò Lugo, Ravenna e Faenza).

– Idem per i parcheggi interrati attorno al centro storico, a project financing.

I punti di GOL: salute, medici ed ospedali

1| Il monopolio pubblico spreca il gettito fiscale impedendo al contempo al cittadino di  curarsi. I tempi di attesa e le procedure burocratiche compromettono la vita e la salute dei cittadini.Le attività ospedaliere si fermano il Sabato e la Domenica.I costi per l’erario delle attività sanitarie pubbliche sono molto maggiori delle private.

2| È perciò necessario premere sulla Regione affinché:

  • Le attività ospedaliere rimangano attive anche di sabato, di domenica e durante le festività
  • Vengano agevolate le convenzioni con gli istituti privati, ai fini di ridurre tempi e costi.
  • Venga al contempo aumentata la sorveglianza nei confronti delle attività mediche e sanitarie, sia pubbliche che private.
  • Vengano semplificate per i cittadini le procedure di accesso alla cura ed ai medicinali.
  • Venga agevolato il riconoscimento dei diplomi specialistici stranieri (ad esempio per gli assistenti chirurgici), almeno per paesi evoluti (ben più di noi) come gli USA.

I punti di GOL: urbanistica ed edilizia

1| La regolamentazione delle attività edilizie è necessaria alla difesa dei diritti dell’individuo:
Vita (sicurezza di edifici ed impianti), Libertà (accessi e distanze), Proprietà (il mantenimento del suo valore), e Salute (impiantistica pubblica accessoria, quali impianti fognari etc.).
2| Ma tale attività non può impedire arbitrariamente l’utilizzo della proprietà privata.
Perciò:

– È necessario che il Comune, restituendo all’attività urbanistica le sue funzioni di difesa dei diritti individuali, riduca gli oneri burocratici (tempi e costi) al fine di restituire anche al cittadino la libertà edificatoria e di utilizzo della sua proprietà. Da scriversi a chiare lettere anche a Statuto.

–  È necessaria anche una condivisione di questi obiettivi, peraltro chiari anche nella convenzione europea del paesaggio, con la Soprintendenza locale per i beni architettonici, culturali e paesaggistici.

– Bisognerebbe poi azzerare gli oneri di cambio d’uso delle proprietà immobiliari. La giustificazione del carico urbanistico è fasulla, e l’unico risultato è ostacolare l’utilizzo delle unità immobiliari. E facilitare l’ottenimento delle licenze commerciali fino alla progressiva liberalizzazione delle stesse.

– Ma la chiave sta nella responsabilizzazione del funzionario tecnico nei processi autorizzativi. Discrezionalità per poter ovviare alle lacune normative, ma sorveglianza e responsabilità del suo operato. I sistemi di qualità, del resto, impongono tre firme: redazione, controllo ed approvazione.